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Abbiamo presentato un esposto – denuncia

Dodici chilometri del Torrente Savena, a partire dalla località Rastignano del Comune di Pianoro (BO) in direzione monte, sono stati totalmente privati della vegetazione arboreo-arbustiva naturale. L’intervento distruttivo ha coinvolto, per oltre un chilometro, anche la Riserva del Contrafforte Pliocenico (Sito Natura 2000 – Direttiva 92/43/CEE), senza alcun permesso dell’Ente preposto alla tutela. L’intervento, realizzato tra Agosto e Novembre 2014, ha determinato la distruzione e il drastico danneggiamento del patrimonio naturale dell’area. Per queste ragioni in data 13 marzo 2015 abbiamo consegnato alla Procura della Repubblica di Bologna nonché ad altri organi di polizia giudiziaria, un esposto-denuncia affinché vengano accertate le responsabilità per la distruzione degli habitat della zona a protezione speciale (SIC) e di danno ambientale per la rimozione della vegetazione ripariale del Torrente Savena.

Abbiamo ampiamente documentato lo stato dei luoghi, lo scempio perpetrato e l’inutilità dell’intervento, e chiesto l’accertamento della regolarità delle autorizzazioni, della regolarità dell’esecuzione degli appalti e dei lavori, il rispetto delle prescrizioni di legge in materia di tutela naturalistica e paesaggistica, il rispetto delle procedure poste a garanzia dell’interesse collettivo ed in particolare della tutela ambientale previste dalla Direttiva 92/43/CEE.

Abbiamo chiesto la verifica della sussistenza di reati di danno ambientale, di distruzione e deterioramento di habitat protetto ed altre fattispecie rientranti nel novero dei “delitti contro la pubblica amministrazione”.

Invieremo specifica denuncia alla Commissione Europea affinché possa accertare e sanzionare la violazione delle norme di rango comunitario preposte alla protezione degli habitat naturali.

Chiunque percorrendo la Strada Provinciale Fondovalle Savena – la strada che corre parallela al torrente – può rendersi conto della devastazione, confrontando l’attuale stato dei luoghi con il prima, “a memoria” o tramite foto antecedenti all’intervento disponibili anche su Google map.

Le foto che corredano questo comunicato rappresentano un estratto della documentazione raccolta e mostrano l’entità del danno ambientale conseguente al taglio generalizzato della vegetazione.

Le associazioni:

WWF Bologna, LAC Bologna, LAV Bologna, Lega Nazionale Difesa del Cane, LIPU Bologna, OIPA Bologna, Animal Liberation, Bologna Zoofila, La Compagnia degli animali, Cruelty Free, Quelli della Notte, Ass.ne Macigno Italia, Pro Natura Calderara

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